Basilica Vaticana: sarà semplice contraffare i Testimonium



Cardinal Mauro Gambetti also jeopardises the document certifying the pilgrimage of the faithful to the tomb of St. Peter. In the Vatican, many priests and bishops have complained about Gambetti’s handling of the basilica.





Da diverse settimane nella Basilica Vaticana non vengono più forniti i Testimonium (documento che certifica l’arrivo dei pellegrini sulla Tomba dell’Apostolo Pietro) perchè, come abbiamo raccontato qualche giorno fa, il responsabile Ettore Valzania, posto lì da Mauro Gambetti perchè suo amico, non ha effettuato gli ordini. Ulteriore dimostrazione della totale incompetenza che regna in Fabbrica.

I pellegrini in queste ore sono giunti numerosi in Basilica ed hanno protestato con i sanpietrini e gli addetti all’accoglienza perchè sono stati costretti a lasciare i loro dati personali su fogli di carta bianca con la promessa che il Testimonium sarà loro consegnato a casa. Ettore Valzania e il team di Mauro Gambetti hanno dato istruzioni ai dipendenti di dire ai fedeli che la nuova gestione sta validando dei nuovi Testimonium migliori di quelli precedenti. I costi delle spedizioni di questi documenti, se mai saranno davvero spediti, ovviamente sono a carico della Fabbrica di San Pietro e il denaro messo da parte nella gestione precedente, sta per terminare.

Il mantra, però,è sempre quello, propinato ai giornali e addirittura al Sommo Pontefice, “noi faremo meglio di Comastri”. Eppure quando l’Arciprete era Angelo Comastri, i testimonium avevano, in basso a sinistra, un piccolo riquadro anti contraffazione, che il cardinale fece apporre proprio per evitare che in Piazza San Pietro e dintorni si moltiplicassero i falsificatori e li vendessero imbrogliando i poveri fedeli ignari di come funziona la procedura.

Oggi, grazie alla gestione del francescano Gambetti, i Testimonium sono dei semplici pezzi di carta facilmente falsificabili con nessun sistema anti contraffazione. Come potete verificare dalle foto, non vi è più il riquadro che, invece compare in quelli a firma del Cardinale Comastri.

Cosa sta accadendo nella Basilica Vaticana?

Amore per i riflettori

Vanità di vanità. Ogni cosa è vanità, diceva San Filippo Neri. Mauro Gambetti ha dimostrato in questi anni di tenere molto all’immagine ma di disinteressarsi completamente delle persone e della Basilica. Ciò che manca, in Gambetti ma in numerose persone che sono state portate in Vaticano negli ultimi anni, è l’amore per la Chiesa, per il popolo santo di Dio, l’amore per il Pontefice. Oggi è pieno di gente che ama Jorge Mario Bergoglio, o meglio lo ama fino a quando li terrà dove li ha messi, ma non ama il PAPA. Per questo motivo anche nell’attività quotidiana troviamo persone più papiste del Papa, perchè amano la persona e non la figura del Papa. Questa è la differenza con ciò che avveniva precedentemente al 2013.

Gambetti ama gironzolare attorno al Vaticano con alti dirigenti di industrie e aziende potenti. Contrariamente a quanto indicava il poverello di Assisi, che chiedeva ai suoi frati di vestire un saio e dei sandali, il cardinale francescano gira in clargyman e croce pettorale, con mocassini che fanno un baffo alle scarpe rosse dei Pontefici. Ma la Verità non la racconta nessuno perchè Gambetti ha scelto di fare l’amicone con giornalisti e televisioni, garantendosi così piazza pulita. Insieme al suo pupillo Fra Enzo Fortunato hanno anche dato vita ad un programma televisivo che viene trasmesso sulla televisione italiana. Nonostante la Segreteria di Stato abbia, per ben due volte, detto a Gambetti che il fraticello campano non riceverà alcun incarico in Fabbrica, il porporato non si scoraggia e lo fa accedere allo Stato anche con televisioni e giornali per ottenere un pò di pubblicità.

Durante il programma televisivo, Padre Fortunato ha anche deliziato la sua “brava gente” cit. con parolacce volte a spiegare l’origine della parola barbecue e gesti di scaramanzia, perchè toccare la conchiglia “porta bene”. Un vero seguace di San Francesco.


Buste paga dei dipendenti

Il mese di agosto è stato il primo nel quale la “Stefano Goldoni” ha prodotto le buste paga dei dipendenti. Come avevamo anticipato in questo articolo, la ditta ha sede nella Repubblica Italiana e Mauro Gambetti li ha ingaggiati per fargli fare questi documenti perchè, ovviamente, sono amici di vecchia data e sono collegati alla Basilica del Santo di Padova. Ovviamente si tratta di buste paga compilate in una maniera assurda che non hanno alcun senso all’interno dello Stato della Città del Vaticano perchè vengono compilate come se fossero di dipendenti italiani. Ancora una volta si privilegiano amici e la competenza va letteralmente a farsi benedire. Possibile che il Governatorato non avesse nessuno a cui affidare questo compito da svolgere internamente? L’intento di Qualcuno è quello di distruggere anche lo Stato della Città del Vaticano oltre che l’Ordine di Malta?

L.M.

Silere non possum






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