Capitolo Vaticano: piovono dal cielo i nuovi incarichi


Le foto del nuovo punto accoglienza collocato nei bagni – La riforma del Capitolo Vaticano – I nuovi incarichi senza voto 




“Noi siamo veramente esausti”. Con queste parole un alto prelato della Segreteria di Stato, questa mattina ha commentato la vicenda della Fabbrica di San Pietro. Mentre il francescano Mauro Gambetti e il suo team commissionano articoli (siglati e non firmati) ai giornali italiani, in Vaticano l’aria che si respira è sempre più pesante. Il racconto che in queste settimane vi stiamo offrendo della gestione della Veneranda Fabbrica, sconvolge anche alcune persone che, seppur lavorano qui dentro, non erano al corrente di tutti i dettagli.

COSA STA ACCADENDO NELLA FABBRICA DI SAN PIETRO?

Il nuovo punto di accoglienza

In queste ore i dipendenti che si ritrovano presso il locale guardaroba e toilettes, dove Valzania e Gambetti hanno voluto il nuovo punto di accoglienza, vengono travolti da una valanga di lamentele da parte di turisti, fedeli e pellegrini. Nella mattinata di ieri, da Piazza Pio XII è arrivato un rappresentante dell’ORP a lamentarsi ma il responsabile voluto da Mauro Gambetti non era presente. Ciò conferma, anche a chi frequenta poco la Fabbrica, che ciò che abbiamo scritto è vero. C’è chi non timbra il cartellino e fa gli orari che vuole.

Qui vi forniamo alcune foto del nuovo “Punto di accoglienza” decantato dal Corriere di Roma su commissione del team di Gambetti. Ebbene, sì, il fantomatico e favoloso luogo d’accoglienza si trova nel bagno, guardaroba.

Il metodo dei potenti (o che si credono tali)

Questo è uno dei metodi che vengono utilizzati da chi ha in mano il potere, o che si crede potente.  Si procede facendo pubblicare articoli di stampa che tentano di fornire un racconto che è edulcorato o completamente distorto. Si contattano amici giornalisti, editori, direttori e quant’altro. Per non parlare delle testate “di partito”, come le chiamerebbe Francesco. Sono modi per “ripulirsi” l’immagine o evitare che la Verità emerga. C’è il tentativo di screditare chi racconta i fatti come sono. Gli attacchi solitamente sono sempre personali, mai nel merito. Pensiamo agli attacchi che abbiamo ricevuto noi in queste settimane per aver raccontato un fatto che era davvero irrisorio rispetto alle cose che vediamo ogni giorno qui dentro. Nessuno di questi soggetti ha mai parlato del merito delle cose ma ha sempre parlato di anonimato del nostro sito, cosa che peraltro è falsa. Certo, magari vorrebbero sapere chi fa parte di tutta la redazione ma questo non è possibile perchè non essendoci libertà in Vaticano, molti di noi verrebbe defenestrati dalla sera alla mattina (ne abbiamo già parlato qui).

Tornando ai metodi utilizzati da chi riveste ruoli apicali nella gerarchia, ci sono questi mezzi “piccoli” ma poi si passa a pratiche più luciferine. Pensiamo, ad esempio, a quella pratica che in inglese viene detta SLAPP (Strategic lawsuit against public participation), ovvero la minaccia, la diffida o la querela volta a spaventare, tediare il giornalista che racconta la verità. Fino a proseguire, non dimentichiamo cosa sta accadendo a Julian Assange che ha raccontato la Verità sull’operato USA. Questo è il prezzo da pagare, dipende sempre dove si sceglie di stare.

In questo locale bagni, quindi, vengono accolti i pellegrini che vogliono ricevere il Testimonium. Ne abbiamo parlato qui.

Il Capitolo Vaticano

Come avevamo anticipato, parliamo del Capitolo Vaticano. Papa Francesco aveva in mente, già nel 2019, di ribaltare il capitolo per poter prendere i soldi che avevano i canonici e farli confluire nelle casse d’oro dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica. Qualcuno sussurrò, neppure troppo piano, al Papa che i canonici avevano un bel gruzzoletto. Si tratta, infatti, di denaro che i Rev.mi Canonici hanno conservato con parsimonia per poter far fronte alle necessità di diverse realtà. Una fra tante era proprio quella del Preseminario San Pio X che riceveva un congruo sostegno da parte del Capitolo in modo da far risparmiare alle famiglie dei preseminaristi.

La volontà del Pontefice era quella di consegnare al nuovo Arciprete, chiamato da Assisi, una realtà già pronta, riformata e sistemata. Francesco non aveva fatto i conti con diversi ostacoli che si sarebbero presentati. A partire dalle problematiche di ordine giuridico, che il Papa abbiamo visto non ama molto.

La tanto sbandierata riforma

Il primo giugno 2020 Francesco ha pubblicato l’ennesimo Motu Proprio con il quale ha pubblicato le Norme sulla trasparenza, il controllo e la concorrenza dei contratti pubblici della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. A seguito di questa normativa il Papa ha inviato alla Fabbrica di San Pietro, S.E.R. Mons. Mario Giordana, con il compito di “aggiornare gli Statuti, fare chiarezza sull’amministrazione e riorganizzare gli uffici amministrativo e tecnico della Fabbrica”. 

Addirittura in quella occasione il Cardinale Comastri vide irrompere negli uffici della Fabbrica la Gendarmeria che acquisì i documenti e gli apparati elettronici presso gli uffici tecnico e amministrativo. Il provvedimento, ovviamente, portava la firma del Promotore di Giustizia Aggiunto, Alessandro Diddi, il quale gioca a fare il Texas Ranger oltre Tevere.

Dopo queste follie senza precedenti, Angelo Comastri, che aveva già compiuto 77 anni, ha iniziato a battere i piedi e quando gli fu spiegato il progetto di Francesco, Comastri gli disse che non sarebbe rimasto un momento in più e rassegnò le dimissioni.

Il Papa si ritrovò impreparato perchè sperava di poter accogliere Gambetti in Vaticano con una Fabbrica ed un Capitolo già pronti. Il 20 febbraio 2021, quindi, Mauro Gambetti viene nominato e gli viene consegnata la Fabbrica sotto commissariamento.

Solo un mese dopo, a nove mesi dal commissariamento, Giordana viene invitato a restare in Fabbrica ma solo per occuparsi dei rapporti con la Segreteria di Stato. Il commissariamento finiva lì.


Il 17 marzo 2021, ancor prima che Gambetti si insediasse in Fabbrica e in Basilica, la Segreteria di Stato emanò una nota in cui stabilì:

  • soppressione delle Celebrazioni individuali;
  • obbligo di concelebrazione per i presbiteri ad orari stabiliti: ore 7.00 nella Cappella del Coro; ore 7.30 all’Altare della Cattedra; ore 8.00 nella Cappella del Coro; ore 9.00 all’Altare della Cattedra.
  • Esilio nella cappella Clementina per le messe Vetus Ordo.

La nota era firmata dal Sostituto per gli affari generali, Edgar Peña Parra, il quale però non ha alcuna competenza per la Basilica Vaticana. Le disposizioni, quindi, potevano trovare un senso solo ed esclusivamente se il Sostituto avesse scritto che era volontà del Papa ma, in quel caso, avrebbe dovuto precisare: “Per mandato del Santo Padre…”. Anche in questo caso gli aspetti giuridici vengono completamente calpestati.

Ma come è possibile impedire ai sacerdoti di celebrare le Sante Messe attorno ai resti dell’Apostolo Pietro? Migliaia e migliaia di pellegrini vengono da tutto il mondo per poter pregare sulla tomba di San Pietro e ai sacerdoti si impone l’obbligo di concelebrare? Peraltro, un obbligo neppure previsto dal Codice di Diritto Canonico!

Il 18 maggio 2021, dopo essersi insediato durante la Settimana Santa, il Cardinale Mauro Gambetti ha incontrato i Rev.mi Canonici della Basilica di San Pietro in una riunione. Il 09 giugno successivo si è svolta una Adunanza Capitolare.

Il 28 giugno 2021, con una lettera, Mons. Camaldo, comunicò ai Canonici che “a far data dal 29 giugno p.v. le celebrazioni eucaristiche capitolari avranno lo svolgimento già in uso nelle celebrazioni pontificie e cioè: la S. Messa sarà celebrata in lingua italiana, le letture e la preghiera dei fedeli nelle varie lingue moderne, mentre le parti fisse – Kyrie, Gloria, Sanctus, Pater ed Agnus – in latino.preghiera dei fedeli nelle varie lingue moderne, mentre le parti fisse – Kyrie, Gloria, Sanctus, Pater ed Agnus – in latino. Per i canti il Prefetto delle Cappella Musicale e il Maestro del Coro decideranno di volta in volta nel miglior modo possibile. In seguito anche la celebrazione della Liturgia delle ore potrà essere celebrata in lingua italiana, mantenendo la melodia gregoriana, e ritenendo alcune parti in latino: Inno, Antifone, Benedictus, Magnificat e Pater […]” 

Il tutto senza che queste decisioni fossero state discusse. Nell’ottica della più trasparente sinodalità, in pratica.

Il 28 agosto 2021 sono state pubblicate le Norme transitorie relative al Capitolo di San Pietro in Vaticano.

Piazza pulita: i dissidenti a casa

La riforma di Francesco ha trovato malumori all’interno del Capitolo che, ovviamente, non ha capito il senso “pastorale e sacerdotale” di questo gesto. In quanto si tratta di un gesto incomprensibile. Calpestando il diritto e le norme, con l’entrata in vigore delle norme transitorie sono state eliminate tutte le cariche del Capitolo. Tutti i canonici ultraottantenni sono decaduti e sono diventati onorari. Questo è stato studiato ad arte perchè così questi canonici non possono più votare. Alcuni addirittura sono stati spediti nel refugium peccatorum di Santa Maria Maggiore.

Ad alcuni Monsignori è stata anche paventata l’idea di andare in qualche casa di cura, “dove poter essere accuditi”. In sostanza dei sacerdoti che hanno servito la Basilica e la Santa Chiesa per una vita, ora li avrebbero voluti mandare in una casa di cura? Tutto questo per liberare la Canonica? Magari per poter fare qualche ufficetto per amici da assumere? Stiamo veramente rasentando la follia.

Al termine di questo via vai, si è giunti anche a dare la beretta cardinalizia a chi ha portato a Santa Marta tutte le informazioni in merito al Capitolo. Chi ha aiutato a compiere questo deturpamento è stato premiato.

Un nuovo concistoro ad agosto

Spuntano le nuove cariche del capitolo

Due settimane fa si è svolta una adunanza del Capitolo alla quale hanno partecipato i Canonici e il Cardinale Mauro Gambetti. In quell’occasione dovevano essere votate le cariche che i canonici avrebbero dovuto ricoprire, si tratta anche di accogliere quelli di nuova nomina. Nonostante questo, non si è parlato affatto delle future cariche ma di tutt’altro.
Settimana scorsa, i Canonici, si sono visti recapitare il verbale d’adunanza ed hanno scoperto di essere stati nominati nei vari ruoli. In sostanza le nomine sono piovute dal cielo senza alcuna votazione. Con le norme transitorie sono sparite anche le votazioni che sono previste in TUTTI i capitoli del globo? É chiaro che qui l’atteggiamento dispotico sta raggiungendo livelli altissimi.
La questione della Fabbrica e della Basilica sta destando molta preoccupazione perchè i dipenenti sono ormai esausti da questo comportamento del frate francescano e dei suoi amici assunti ai più alti livelli dirigenziali e anche gli altri organi non staranno di certo a guardare. O Francesco deciderà di mettere in ordine le cose oppure non si prospettano mesi di calma.
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L.M. e S.I.
Silere non possum





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