Mauro Gambetti: la Basilica Vaticana rischia il tracollo



Fedeli indispettiti – Le lamentele dei Monsignori – Mons. Ravelli furibondo






Tira una cattiva aria nella Basilica di San Pietro, e non parliamo solo dell’aria che entra dai portoni che vengono aperti da Mons. Orazio Pepe per far “arieggiare”, mettendo così in pericolo le opere di inestimato valore che vi sono all’interno. Il clima è sempre più teso e Mauro Gambetti sta vedendo crollare tutte le sue fiabe create ad hoc per far credere al Papa che avrebbe fatto rivivere la più importante Basilica del mondo.

Dopo le convocazioni urgenti che sono arrivate da Santa Marta e dalla Segreteria di Stato, ora Mauro Gambetti e Orazio Pepe sono ai ferri corti. Il monsignore, che ha peregrinato per diversi dicasteri e ha sempre accumulato note di demerito, oggi si ritrova con il Cardinale Arciprete che gli scarica addosso tutte le responsabilità. Ovviamente, come nelle migliori sitcom, la stessa cosa avviene da parte di Pepe nei confronti di Gambetti. In queste ore, quindi, i due ecclesiastici stanno sentendo la terra tremare sotto i piedi. Addirittura Mons. Pepe si aggira per la Basilica dicendo: “mi vogliono mandare via”. 

Cosa sta accadendo nella Basilica Vaticana?

Una gestione che grida vendetta al cospetto di Dio

Da quando è giunto in Vaticano, Mauro Gambetti ha propinato una favola che non solo è falsa ma è emblematica del sistema utilizzato dai mediocri. “La gestione precedente era oscura, non trasparente, ora noi faremo meglio”. Sì, avviene così anche nella società moderna, quando non sei capace di fare bene, deridi gli altri in modo da poter sembrare tu meglio di loro. Questa retorica è stata portata avanti da Mauro Gambetti ed il suo team da quando è arrivato in Fabbrica. Eppure, come abbiamo già sottolineato in altre occasioni, non vi è prova alcuna che la gestione di S.E.R. il Sig. Cardinale Angelo Comastri e S.E.R. Mons. Vittorio Lanzani sia stata “oscura” o “non trasparente” o, addirittura, “nociva” per la Basilica Vaticana. Anzi, ciò che emerge è che grazie alla gestione ottimale fatta da questi due, durante il periodo pandemico dove la Basilica era chiusa e il Papa appariva in Piazza nel completo deserto, è stato possibile retribuire i dipendenti e non far mancare nulla alle loro famiglie. Oggi bisogna pregare (per davvero) che non succeda nulla del genere perchè, altrimenti, i dipendenti mangerebbero pane e cipolla per molti mesi.

Da quando Silere non possum ha posto la lente di ingrandimento su quanto avviene nella Fabbrica e nella Basilica, i risultati della malagestione sono emersi con ancor più chiarezza. La risposta che Mauro Gambetti e il suo team hanno dato, sia ai giornali sia al Santo Padre, è stata: “La vecchia gestione, i dipendenti, vogliono gettare fango sul nostro operato”. Eppure questa ricostruzione può funzionare per millantatori che si dicono giornalisti e che poi riportano quattro righe su giornali spazzatura, ma di certo non convincono il Papa o la Segreteria di Stato. Può convincere coloro che in Vaticano non hanno mai messo piede ma scrivono su stupidi giornaletti, ben indottrinati da vescovi con accuse di associazione a delinquere salvati da procuratori traffichini, ma non convince chi in questo Stato ci vive da anni e di furbetti ne ha visti passare a non finire.


Ciò che ha fatto muovere il Santo Padre e la Segreteria di Stato, non sono state considerazioni o pensieri ma il racconto di fatti specifici che all’interno della Fabbrica avvengono. Su questo il team di Mauro Gambetti non ha mai speso una parola. Beh, c’è poco da dire effettivamente. I contratti che sono stati stipulati, in violazione di tutte le norme emanate dallo stesso Pontefice, con gli amici del cardinale, parlano chiaro. Si tratta di cifre da capogiro. Le scuse che il Cardinale continua a propinare per favorire l’assunzione degli amici sono imbarazzanti, l’ultima è quella di Walter Ganapini che ora dovrebbe rendere ecologica la Basilica di San Pietro. Dopo che Mauro Gambetti ha portato una serie di interventi che producono rifiuti non riciclabili. Nel frattempo in ufficio arrivano le note spese di questi illustri signori che ogni giorno si recano nei migliori ristoranti della Capitale perchè ovviamente le migliori cose, anche il Signore, le ha fatte a tavola.

Le norme transitorie del Capitolo: game over

Il 28 agosto 2021 il Sommo Pontefice emanò le Norme transitorie relative al Capitolo di San Pietro in Vaticano, e stabiliva che sarebbero durate un anno. Oggi, 01 settembre 2022, il Capitolo non ha ancora uno Statuto. Eppure, Francesco scriveva che si stavano studiando delle revisioni. Un ulteriore fallimento di una gestione che è tutt’altro che trasparente e si fa beffa del diritto. È chiaro che non garantire uno Statuto al Capitolo significa poter fare ciò che si vuole. In questo modo, da dieci anni, in Vaticano le norme vengono completamente ignorate. Con la scusa di riformare, si lascia tutto in mano al primo ben capitato di turno e i diritti delle persone sono completamente ignorati.


La misura è colma

Prima di presentare il Giubileo del 2025 al Sacro Collegio, S.E.R. Mons. Rino Fisichella ha più volte detto che la gestione di Gambetti in Basilica diviene veramente pericolosa per l’evento che sta impegnando la Santa Sede, Comune di Roma e numerosi enti. Diversi vescovi si sono lamentati di quanto avviene in Basilica anche per le celebrazioni liturgiche. Esemplare è quanto accaduto martedì 30 agosto 2022. Come di consueto il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche comunica alla Basilica gli orari in cui, con i cerimonieri, si recherà a fare le prove della cerimonia. Nella giornata di martedì, il Rev.do Mons. Ravelli doveva effettuare le prove alle ore 10, perchè alle ore 17.30 il Pontefice doveva celebrare la Santa Messa con il Sacro Collegio. Ebbene, al suo arrivo il Maestro si è ritrovato un gruppo di pellegrini che celebrano la Santa Messa all’altare della Cattedra. Ovviamente i cerimonieri si sono alquanto indispettiti ma questo non sorprende perchè Giovanni Pingitore è stato portato lì proprio dal nuovo team di Gambetti e, pur non avendo alcuna competenza in ambito liturgico, è stato portato all’ufficio delle celebrazioni della Fabbrica di San Pietro. Questa mattina anche in Segreteria di Stato diversi monsignori hanno riferito di essere stufi di questo sistema di incompetenti che continuano a popolare questo Stato solo perchè portati da amici e “protettori”.

I fedeli sono furibondi

Da qualche settimana a questa parte i pellegrini che si recano in Basilica per ottenere il Testimonium (il Testimonium è un documento che certifica l’avvenuto pellegrinaggio a Roma devotionis causanon solo vengono accolti nei bagni della Basilica di San Pietro ma ora si sentono anche dire che il documento non può essere loro fornito. Difatti, il Sig. Ettore Valzania ha terminato i documenti senza essersi preoccupato di fare gli ordini necessari. Oggi i pellegrini che giungono nella Basilica dopo tutto il cammino, non possono ricevere il documento che testimonia questo pellegrinaggio. La risposta del team di Mauro Gambetti è stata quella di far compilare dei fogli bianchi volanti con dati personali e sensibili dei pellegrini, assicurandogli che verranno loro spediti i documenti direttamente a casa. Ovviamente il tutto a spese della Fabbrica di San Pietro. Ma non bisognava risparmiare? Non bisognava tagliare i costi? Eppure ciò che avviene è l’esatto contrario di ciò che viene propinato sia al Papa che ai superiori e alla narrativa che Mauro Gambetti promuove grazie ai suoi amici giornalisti che scrivono sotto dettatura.

Eppure il cardinale francescano non si preoccupa di tutto questo, ciò che gli importa è apparire in televisione insieme al suo pupillo Enzo Fortunato che si diverte addirittura a dire parolacce sulla Rai. Chissà se San Francesco avrebbe apprezzato questa patologia dell’apparire che affligge questi fraticelli promotori della povertà (degli altri).

L.M.

Silere non possum






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