Don Giulio Mignani e l’omofobia del vescovo Palletti



Homophobic bishop sanctions pro-gay priest





Profanazione delle specie eucaristiche, assenza totale dai confessionali, furti di denaro dalla parrocchia, violenza sessuale sui minori, partecipazione a eventi massonici,  sono tutte questioni che ai vescovi non importano e per poter ottenere ottenere una pronuncia di condanna bisogna pubblicare decine di articoli dove si denunciano queste cose. Guai però se un prete è omosessuale, guai se parla degli omosessuali come dei figli di Dio uguali agli altri esseri umani. 

Uno di questi vescovi è Luigi Ernesto Palletti che da diversi anni è alla guida della diocesi di La Spezia-Sarzana-Brugnato. Il prelato è conosciuto per la sua incoerenza e ipocrisia. Negli anni in cui è stato fedele raccoglitore delle briciole che cadevano dal tavolo di S.E.R. il Sig. Cardinale Angelo Bagnasco, era un promotore della tradizione, sempre in veste; arrivato a La Spezia ha iniziato a fare quel che gli pareva. Ormai a questo sistema siamo abituati, la coerenza non è di casa per questa gente.

Da diverso tempo uno dei grattacapi di Palletti è don Giulio Mignani, sacerdote in servizio presso la Parrocchia di Bonassola. Il prete, infatti, aveva prima prestato il fianco alla trasmissione Le Iene e poi a diversi giornaletti in cui parlava di benedizione alle coppie omosessuali.



Don Giulio è stato oggetto di un procedimento penale amministrativo canonico. Al termine del quale, a settembre, il vescovo a firmato un decreto. Lunedì 03 ottobre, dal Tribunale Ecclesiastico diocesano è uscito un decreto che infligge a don Giulio Mignani la pena canonica della sospensione dalle celebrazioni pubbliche e dalla predicazione. Una pena che viene inflitta, latae sententiae, perchè il presbitero non ha rispettato le richieste del vescovo. Negli scorsi mesi, Mignani aveva parlato con diversi organi di stampa facendo presente di essere a favore delle coppie omosessuali e della loro benedizione.

Il diritto canonico tutela le persone coinvolte nei procedimenti garantendo la riservatezza, noi condividiamo la ratio e pertanto molto spesso omettiamo di pubblicare determinati atti. In questo caso riteniamo però che sia fondamentale pubblicare le parti essenziali del decreto perchè è chiaro che il Vescovo Luigi Ernesto Palletti, il quale è l’emblema della virilità e della mascolinità, infligge questa pena al solo fine di sanzionare le posizioni sull’omosessualità che don Giulio ha diffuso in questi anni.

Papa Francesco è aperto al cambiamento?

Eppure se facciamo caso al racconto che i giornalisti da anni fanno del pontificato di Francesco è proprio quello di una apertura su queste tematiche. Noi abbiamo dimostrato, ormai in più occasioni, che ciò non è vero ma, anzi, Francesco è uno dei Papi che è più chiuso su questo tema. La sua formazione gesuitica non lo aiuta di certo.

Il Vescovo Luigi Ernesto Palletti va, ancora una volta, a colpire quei sacerdoti che hanno il coraggio di dire ad alta voce ciò che pensano tutti. Eppure sarebbe interessante se Palletti ci dicesse quanti presbiteri omosessuali ci sono nella sua diocesi, quanti, negli anni di seminario, sono scivolati nelle lenzuola degli altri e passavano da un corridoio all’altro durante la notte. È chiaro che il sistema ipocrita sanziona chi ha il coraggio di vivere la propria vita serenamente e premia coloro che, dall’ambone si scagliano contro “le persone malate” ma poi nella propria canonica portano i giovanotti ad ascoltare i canti gregoriani.

Sarebbe forse il momento che qualcuno si guardasse allo specchio prima di firmare determinati decreti, perchè la ruota gira e di santi non sembra essercene neppure l’ombra.

Il decreto

Con questo decreto si vuole impedire a don Giulio di predicare. Ora ciò che ci si chiede è: come mai un provvedimento così grave non lo si prende nei confronti di quei preti che celebrano la Santa Messa sui materassini? Come mai non si sanzionano quei preti che promuovono dottrine che sono tutt’altro che cattoliche? Oggi se un sacerdote parla a favore degli omosessuali, viene sanzionato; se parla contro, viene redarguito. Cosa bisogna fare? Ogni vescovo agisce secondo la propria idea e anche a Roma dipende sotto quali grinfie capiti. In questo modo non è più possibile andare avanti e non possiamo biasimare coloro che poi si stufano e rendono pubbliche le marachelle dei propri ordinari. Questo clima non sta facendo altro che creare un sistema in cui si è tutti contro tutti. Non si è più portati a fidarsi di nessuno e i vescovi non sono più pastori vicini al loro presbiterio ma despoti alla ricerca del primo da sanzionare. Anche questi sono gli abusi che nella Chiesa vengono commessi con molta più frequenza di quelli sessuali.

Attenzione agli avvoltoi…

Allo stesso tempo dobbiamo necessariamente precisare che queste tematiche sono fondamentali per la Chiesa oggi. Se i seminari, i presbiteri, le case religiose e le stesse parrocchie sono divenuti luoghi con un clima irrespirabile è proprio perchè c’è un “tutti contro tutti”. Già dal seminario si portano i seminaristi a calunniare i confratelli per compiacere il narcisismo patologico dei formatori, questo poi si reitera nel presbiterio che diviene un incubo per lo stesso prete. Questo circolo vizioso deve essere spezzato. Queste tematiche vanno affrontate con serietà e non vanno lasciate in pasto a trasmissioni come Le Iene o giornaletti scandalistici che godono nel creare fazioni nella Chiesa stessa. Siamo certi che don Giulio si sia anche lasciato strumentalizzare da alcuni soggetti che lo hanno voluto a tutti i costi “tirare per il clergyman”. Anche le affermazioni che ha fatto in merito all’eutanasia e all’aborto, siamo certi che si riferiscano ad un semplice “sondaggio” proposto ai parrocchiani ma non esprimono la sua posizione su queste tematiche. Altresì, sono diversi i casi in cui ci sono stati sacerdoti e vescovi che hanno parlato di tematiche come aborto ed eutanasia negli stessi termini ma non sono mai stati sanzionati. Ma se si parla dell’omosessualità, guai.

S.I.

Silere non possum






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