Ordine di Malta: Francesco imita l’amico Putin



What does the reform of the Order of Malta provide for?





La riforma dell’Ordine di Malta è andata in porto. Ciò che ha stupito più di tutto è il clima di assoggettamente che il Papa e il Cardinale Tomasi sono riusciti a creare nella governance di un Ordine Sovrano che ha fatto, negli anni, moltissime opere di carità e attività umanitarie.

La storia

Il Calvario di questa realtà iniziò nel 2016, quando un dissidio interno portò l’allora Gran Maestro Fra’ Matthew Festing a chiedere le dimissioni al Gran Cancelliere Albrecht Freiherr von Boeselager. Questo rifiutò e Festing glielo impose come atto di obbedienza.

La richiesta del Gran Maestro arrivò a seguito di uno scandalo che vide alcune associazioni, legate al Sovrano Ordine in Myanmar, distribuire contraccettivi. All’interno si creò una frattura ed alcuni cavalieri si appellarono al Papa perchè ritenevano la decisione del Gran Maestro incostituzionale. Qui si è giocato il tutto. Chiamando in causa il Papa per una questione che non era canonistica, ovvero non era di competenza della Sede Apostolica. Il Sommo Pontefice nominò una commissione d’inchiesta che gli suggerì di chiedere al Gran Maestro le dimissioni. La motivazione era: violazione della Costituzione. Il Papa, quindi, chiese le dimissioni di Fra’ Matthew Festing. Il quale le diede in obbedienza.

Da quel momento iniziò il caos più assoluto. Il Papa inviò un suo delegato speciale, dapprima S.E.R. Mons. Angelo Becciu, il quale aveva il compito di agire “in stretta collaborazione con S.E. il Ven. Balì Fra’ Ludwig Hoffmann von Rumerstein, Luogotenente Interinale, per il maggior bene dell’Ordine e la riconciliazione tra tutte le sue componenti, religiose e laicali. Ella affiancherà e sosterrà il Luogotenente nella preparazione del Capitolo straordinario, e insieme deciderete le modalità di uno studio in vista dell’opportuno aggiornamento della Carta Costituzionale dell’Ordine e dello Statuto Melitense. Lei, in particolare, curerà tutto ciò che attiene al rinnovamento spirituale e morale dell’Ordine, specialmente dei Membri professi, affinché sia pienamente realizzato il fine «di promuovere la gloria di Dio mediante la santificazione dei Membri, il servizio alla Fede e al Santo Padre e l’aiuto al prossimo», come recita la Carta Costituzionale. Fino al termine del Suo mandato, cioè fino alla conclusione del Capitolo straordinario che eleggerà il Gran Maestro, Lei sarà il mio esclusivo portavoce in tutto ciò che attiene alle relazioni tra questa Sede Apostolica e l’Ordine”.

Alle dimissioni del 79° Gran Maestro, Fra’ Matthew Festing, il Consiglio Compito di Stato del 29 aprile 2017 ha eletto Luogotenente di Gran Maestro per un anno, Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto. Nel successivo Consiglio Compito di Stato del 2 maggio 2018 è stato eletto 80° Principe e Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta. Il 29 aprile 2020, in seguito ad una malattia incurabile diagnosticata pochi mesi prima, Dalla Torre si spense.

Il 1° novembre 2020 il Papa, dopo aver defenestrato il Cardinale Angelo Becciu, nominò S.E.R. il Sig. Cardinale Silvano Maria Tomasi, C.S. quale nuovo Delegato Speciale presso il Sovrano Militare Ordine di Malta. Nella sua lettera, Francesco scrisse: “Ella godrà di tutti i poteri necessari per decidere le eventuali questioni che dovessero sorgere per l’attuazione del mandato ad Ella affidato, per ricevere il giuramento del prossimo Gran Maestro e sarà il mio esclusivo portavoce per tutto ciò che attiene alle relazioni tra questa Sede Apostolica e l’Ordine”. 

L’8 novembre 2020 il Consiglio Compito di Stato elesse Luogotenente di Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta Fra’ Marco Luzzago. Si badi bene che il Luogotenente di Gran Maestro è eletto per un periodo di un anno. Secondo la Costituzione, quale Sovrano e Superiore religioso, deve dedicarsi pienamente all’incremento delle opere melitensi ed essere d’esempio per tutti i membri dell’Ordine.

Nell’ottobre 2021 in una lettera al Delegato, Francesco cambiò i toni nei confronti dell’Ordine e attribuì al Cardinale Tomasi addirittura dei poteri che lo stesso Pontefice non aveva. Scriveva il Papa: “In quanto mio Delegato Speciale, ha la potestà di avocare a sé aspetti del governo ordinario dell’Ordine, anche derogando, se necessario, all’attuale Carta Costituzionale e all’attuale Codice Melitense, nonché di risolvere tutti i conflitti interni all’Ordine ex auctoritate Summi Pontificis” per venire incontro alle problematiche che si dovessero presentare, Le attribuisco espressamente anche i seguenti poteri: 1 convocare il Capitolo Generale Straordinario per una data che Ella determinerà e co-presiedere il medesimo; 2 definire un regolamento ad hoc per la composizione e celebrazione del Capitolo Generale Straordinario; 3 approvare la Carta Costituzionale ed il Codice Melitense; 4 procedere al rinnovo del Sovrano Consiglio in conformità ai nuovi testi normativi e 6 convocare il Consiglio Compìto di Stato per l’elezione di un nuovo Gran Maestro.” 

In quella stessa occasione, contrariamente a quanto previsto dal testo normativo, il Papa decise “di prorogare da questo momento Fra’ Marco Luzzago nel suo ufficio di Luogotenente di Gran Maestro sino alla conclusione del Capitolo Generale Straordinario e successiva elezione di un nuovo Gran Maestro da parte del Consiglio Compìto di Stato”. Mandato che Fr. Luzzago ha svolto fino al 07 giugno 2022. 



La storia è un insieme di menzogne concordate, diceva Napoleone. 


La riforma 

Come avevamo detto in questo articolo, le problematiche, con la morte di Luzzago, sarebbero state diverse. Il 13 giugno 2022 Papa Francesco ha imposto il nuovo Luogotenente di Gran Maestro all’Ordine di Malta. Nel decreto il Papa scriveva: “La Santa Sede ha reso possibile, ancora in tempi recenti, il superamento di nuove crisi. Con pari gratitudine va, infine, ricordato l’operato del venerabile Pio XII e di San Giovanni XXIII, anc’essi intervenuti per il maggior bene nella vita dell’Ordine”. 

Eppure il Papa dovrebbe sapere che i suoi predecessori, Pio XII e Giovanni XXII, intervennero proprio a difesa dell’Ordine dalle pretese di onnipotenza del Cardinale Nicola Canali, il quale voleva diventarne capo. Non si trattò di una crisi dell’Ordine ma pretese assurde che arrivavano dall’esterno. I predecessori di Francesco agirono per il bene dell’Ordine e non per la smania di potere. Agirono con l’intento di non incamerare beni, cosa ben diversa da ciò che è avvenuto oggi.

Il 03 settembre 2022, il Papa ha firmato, suo motu proprio, un decreto con il quale ha promulgato la Carta Costituzionale e il Codice Melitense. Testi normativi che dovranno guidare la vita dell’Ordine di Malta per i prossimi anni.

Ciò che è stato fatto con questo Ordine è una palese intromissione della Santa Sede in questioni interne di un ordine sovrano. Non solo, ma l’intento di Padre Gianfranco Ghirlanda (oggi cardinale) era, dal primo momento, quello di mettere mano ai beni temporali dell’Ordine. Difatti, in questi anni si sono spese molte parole in merito a questa realtà e molti siti, i quali ormai hanno veramente nausato anche i lettori, si sono concentrati sull’aspetto liturgico. “Il Papa li commissaria perchè odia il rito antico, odia il loro modo di vivere la liturgia” dicevano. Questo non è assolutamente vero, difatti l’aspetto liturgico a Francesco non è mai interessato, piuttosto è risaputo che l’Ordine gode di un ottimo patrimonio e gli appartenenti hanno dei “buoni portafogli”. Si tratta di denaro che questa gente ha ottenuto lecitamente e facendo fruttare le proprie doti, grazie al loro lavoro. Non sono gesuiti che guadagnano scrivendo articoletti di giornale e facendo propaganda al Padrone.

Ma qual è la differenza fra ciò che vuole fare la Russia con l’Ucraina e quanto sta facendo Francesco con l’Ordine? Nessuna. Sia Putin che il Papa vogliono affermare la loro sovranità, il loro potere, la supremazia su realtà che non sono loro. Benedetto XVI, ricevendo l’Ordine nel 2013, disse: ““poneva la fraternità sotto la tutela della Chiesa, e la rendeva sovrana, costituendola in un Ordine di diritto ecclesiale, con facoltà di eleggere liberamente i suoi superiori, senza interferenza da parte di altre autorità laiche o religiose”. Ovvero, da quel momento la fraternità non era soggetta a nessuno. Esclusa la questione afferente alla spiritualità, la quale ovviamente era sempre di competenza della Sede Apostolica.

Francesco ha dimostrato, però, che delle questioni spirituali non gli importa nulla, basti pensare che l’ordine non ha nessuno che sta compiendo un cammino di formazione. Il suo interesse è stato dal primo momento quella di andare ad intaccare quelle casse luccicanti. Incamerare. Ciò è si tanto vero che Padre Ghirlanda in un incontro con le Commissioni disse proprio “Se si scioglie l’Ordine, i beni finiscono alla Santa Sede”. Gli fu fatto notare che questo non era possibile giuridicamente ma ovviamente Ghirlanda già non ha chiaro cosa è il diritto canonico, figuriamoci il diritto degli Stati in cui l’ordine è presente.

Il testo e le modifiche

Nonostante i cardinali Tomasi e Ghirlanda abbiano dato mandato ai “giornalisti servi” di riferire che “la sovranità dell’ordine non verrà intaccata”, come abbiamo visto in più occasioni, questa è la propaganda di partito che non corrisponde al vero.

Basta leggere il testo per notare subito qualche parolina e quale procedura che cambia completamente l’andamento di tutto il governo dell’Ordine. Dal 03 settembre 2022, colui che viene eletto dovrà ricevere conferma dal Santo Padre (art.14). Nella Costituzione precedente l’elezione andava solo comunicata. Questo è un punto centrale dell’indipendenza e della sovranità.

L’incompetenza giuridica di Ghirlanda poi emerge quando si prevede, ad esempio nell’articolo 19, che il Luogotenente provvisorio viene eletto e si deve recare dal Papa per ottenere, semplicemente la benedizione. Qui il Papa non approva ma benedice. Inoltre, viene inserita una norma che sostanzialmente mantiene l’Ordine in una sorta di commissariamento perpetuo: ogni anno alla Santa Sede bisogna comunicare in che stato è l’Ordine. Per rispondere alle lotte di potere interne, Francesco interviene con il voto segreto per la revoca delle cariche. Sostanzialmente la trasparenza è un optional, lo abbiamo visto anche nella vicenda del caso Enzo Bianchi. Nella vecchia Carta Costituzionale serviva il voto deliberativo per ratificare accordi internazionali, oggi no. Colleggialità? Se si vuole impugnare il decreto di revoca si va davanti alla Santa Sede. E perchè mai? Anche questo è un elemento della sovranità e dell’indipendenza. Precedentemente si impugnava innanzi al Tribunale Magistrale.

Poi veniamo alle questioni giurisdizionali. Sparisce il Tribunale Magistrale per le cause laicali. Si occuperà solo le controversie all’interno dell’ordine. All’articolo 165 del Codice Melitense, lettera e, si prevede che il Tribunale Magistrale si occuperà delle controversie di lavoro. Questa norma doveva essere una di quelle da rivedere perchè, in Italia ad esempio, delle controversie di lavoro si occupano i tribunali italiani perchè i contratti sono stipulati secondo il diritto italiano. Non esistono contratti melitensi. Nella Carta Costituzionale spunta il Consiglio dei Professi, il quale non è ben chiaro a cosa servirà. E come dimenticare la norma che vedete in foto, articolo 55, per l’alienazione dei beni bisogna ottenere la licenza della Santa Sede. Francesco pensa al denaro, le casse languono. 

E infine, da ora in poi, il Papa se ne guarda bene, per modificare il Codice o la Carta bisogna avere l’approvazione della Santa Sede. Vorremmo chiedere: la sovranità dove sarebbe? A questo punto anche la Comunità di Sant’Egidio potrebbe dirsi sovrana.


La nomina dei capi priorati

Come abbiamo visto nel caso Sloane Avenue, Comunità di Bose, ed altri ancora, emerge la completa assenza del diritto. L’Ordine è composto da 6 Priorati (precedentemente Gran Priorati). Il 25 luglio 2022 il Cardinale Silvano Tomasi ha disposto la nomina dei nuovi procuratori di tutti e cinque i priorati, al di fuori di quello di Lombardia e Venezia, dove ha lasciato Clemente Riva di Sanseverino. Nel decreto il Cardinale ha specificato che tale atto era dovuto al fatto che queste cariche dovevano essere ricoperte solo da professi. Eppure Clemente Riva di Sanseverino, lasciato lì da Tomasi, non è professo ma è un laico. Il Cardinale però alle contestazioni ha risposto che questo era competente. Si tratta quindi di leggi ad personam, che vengono, all’occasione, derogate a piacere. Non è questo ciò che è avvenuto con il processo Sloane Avenue?

Anche nell’attuale decreto emanato da Francesco vi sono decisioni che vanno contro il Codice che lui stesso ha promulgato. L’articolo 118 prevede chiaramente l’incompatibilità di alcune cariche.


S.E. Riccardo Paternò di Montecupo è presidente ACISMOM, S.E. Antonio Zanardi Landi è ambasciatore del Sovrano Ordine di Malta presso la Santa Sede e S.E. Mariano Hugo Windisch-Graetz è ambasciatore del Sovrano Ordine di Malta presso la Repubblica di Slovenia.

Come al solito, quindi, Francesco predica bene ma razzola male.

Un futuro incerto

La nuova Costituzione prevede delle cariche che, numericamente, i professi non potranno ricoprire. Basti pensare che si parla di 36 persone. 8 professi hanno più di 85 anni e 21 meno di 75. Al momento nessuno ha intrapreso il cammino. Quale futuro potrà avere l’ordine?

Non dimentichiamo, poi, che Francesco ama ripescare dal cilindro magico le persone controverse. All’interno del Sovrano Consiglio è andato ad inserire Alessandro de Franciscis, politico controverso che fu coinvolto nel fallimento della A.C.M.S. SpA e che ora addirittura si occupa di giudicare le guarigioni che avvengono a Lourdes. C’è anche Michael Grace, il quale fu sospeso dall’Ordine perchè inviò delle e-mail di insulti al Gran Cancelliere Albrecht von Boeselager che gli impedì di togliere le insigne dell’Ordine all’unica clinica che questo aveva in California. Tutti degli stinchi di santo, in pratica.

Infine, alcune considerazioni su alcuni titoli sensazionali pubblicati nelle scorse ore. “L’Ordine di Malta diventa più democratico, l’Ordine di Malta fa votare le donne”. Forse bisognerebbe studiare un pò prima di scrivere delle idiozie. L’ordine di Malta nasce come confraternita di monaci che, sotto la guida di Gerardo Sasso di Scala ospitavano i pellegrini che giungevano a Gerusalemme. Vi è mai venuto in mente di andare in un monastero di monache benedettine e dire: “Fate diventare abadessa un uomo, così siete più democratiche”? La madre vi tirerebbe il pastorale in capo e vi sbatterebbe fuori dal parlatorio. Allora perchè bisogna fare idiote considerazioni del genere? L’ordine nasceva come ordine maschile, quale sarebbe l’assurdità? L’ordine ha anche le monache di clausura di San Giovanni di Gerusalemme che ancor oggi hanno i monasteri di San Giovanni d’Acri nelle località di Salinas de Añana e di Zamora in Spagna e quello di Sant’Orsola a Malta. Ognuno, nella propria vocazione e secondo lo spirito di servizio, offre alla Chiesa il proprio carisma. Nulla di più democratico.

L.M.

Silere non possum 


CODICE MELITENSE
CARTA COSTITUZIONALE




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