Vaticano: in nome della povertà si creano schiavi



Vatican: Exploitation of employees and bullying.





Questa mattina il Sommo Pontefice ha ricevuto alcuni membri della Confederazione Spagnola dei Giovani Imprenditori e della Confederazione Galiziana degli Imprenditori.

Il Papa ha detto loro: « Viviamo in un’epoca di noti squilibri economici e sociali. Il Concilio Vaticano II aveva già affermato che “Mentre folle immense mancano dello stretto necessario, alcuni, anche nei paesi meno sviluppati, vivono nell’opulenza o dissipano i beni. Il lusso si accompagna alla miseria. E, mentre pochi uomini dispongono di un assai ampio potere di decisione, molti mancano quasi totalmente della possibilità di agire di propria iniziativa o sotto la propria responsabilità, spesso permanendo in condizioni di vita e di lavoro indegne di una persona umana”. (Costituzione pastorale Gaudium et spes, 63)»

Il Pontefice ha poi proposto tre idee. Prendendo in considerazione la figura del profeta Amos ha detto: «il profeta della “giustizia”, denunciava già nel VII secolo a.C. la brama di lusso e l’arricchimento dei potenti tra il popolo d’Israele, di cui beneficiava solo un settore che poteva, mentre la grande maggioranza del popolo era oppressa, affamata e bisognosa. In un contesto complesso come quello attuale, caratterizzato da guerre e crisi ambientali, spetta a voi svolgere il vostro servizio, diciamo così, di profeti che annunciano e costruiscono la casa comune, rispettando tutte le forme di vita, curando il bene di tutti e promuovendo la pace». 

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I portieri in Vaticano

Le parole di Francesco sono lodevoli e propongono un ideale splendido. Ciò che più volte abbiamo detto, però, è come fa Francesco ad andare in giro per il mondo a proporre un modello che lui stesso non rispetta?

La Segreteria per l’Economia, a cui capo Francesco ha messo Padre Juan Antonio Guerrero Alves, sta promuovendo un sistema che definire schiavistico è un eufemismo. Il gesuita, infatti, sta da diverso tempo cercando di fare tagli su tagli, perchè, come abbiamo detto più volte, le casse languono. Mentre, quindi, ci sono persone che perdono i milioni in investimenti, coloro che ne fanno le spese sono sempre i dipendenti che svolgono le mansioni più semplici.

Non solo questi soggetti guadagnano una miseria ma ora si vedono aumentate a dismisura le ore lavorative. Si passa da 36 ore settimanali a 50. Comportamenti che chiaramente sono volti a ridurre le assunzioni e a spremere coloro che già sono nell’organico. E guai a chi fiata, perchè Padre Guerrero Alves è pronto a spedire l’avvocato italiano Alessandro Ela Oyana e il Signor Francesco Nunzio a combattere ferocemente per garantire il regime. Inutile dire che, ormai è prassi, Ela Oyana e Nunzio non hanno nessun titolo in diritto vaticano, diritto canonico o ecclesiastico. Sono entrati in questo Stato nella stessa modalità che ora contestano ai dipendenti, e fanno gli spavaldi.

Francesco Nunzio, peraltro, da poco è stato serenamente “sbolognato” (usiamo questo termine per evitarne altri) al Fondo Pensioni, pur di levarlo dai piedi dalla Segreteria per l’Economia dove non viene ricordato felicemente. Anche lui, uno di quelli che faceva la voce grossa con i piccoli ed ora si ritrova a leccarsi le ferite.

“Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro, perché questa è la legge ed i profeti”, diceva Qualcuno.

Il sistema promosso dal gesuita alla SPE è il solito: chi parla paga. Difatti quei pochi dipendenti che hanno avuto il coraggio di far valere i propri diritti, si sono visti vittime di mobbing e controlli strumentali. Addirittura Ela Oyana ha pensato bene di riferire che è noto che i portieri si facciano i fatti propri durante l’arco della giornata. Una linguaggio forbito e professionale che sicuramente avrà imparato nell’ambito forense italiano, dove emergono le migliori menti.


I dipendenti della Basilica di San Pietro

Mentre Papa Francesco offre spunti interessanti agli imprenditori e ai Capi delle Nazioni, il suo Arciprete francescano Mauro Gambetti continua a promuovere una economia familista. Ieri è terminata la proiezione della vita di San Pietro sulla facciata della Basilica Vaticana, evento durato 15 giorni e che l’arciprete ha detto al mondo intero essere “gratuito”.

Ovviamente chi è dotato di un pò di materia grigia sa che questo non corrisponde al vero. La Fabbrica di San Pietro dovrà retribuire ben 480 ore di straordinario agli elettricisti del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano per il supporto che hanno fornito ai tecnici per questa buffonata. Parliamo di 40/50 mila euro, se va bene.

In questi 15 giorni un proiettore si è rotto. L’affitto, perchè per fortuna non sono stati comprati, di uno nuovo è costato ben 9 mila euro. L’affitto  di tutti i proiettori ha raggiunto i 40 mila euro. Eppure Gambetti ha mentito e ha riferito che tutto era gratuito, ovvero grazie al lavoro degli amici.

Mentre Mauro Gambetti, assume i suoi amici a livelli apicali e percepiscono stipendi da capogiro, i dipendenti che lavorano in questo Stato da decenni vengono schiavizzati con 5 € l’ora per le mansioni più semplici. Ed ecco che vi è chi si arrichisce e chi piange miseria. Anche per i dipendenti della Basilica cambierà l’orario di lavoro, nessuno pensi di salvarsi, sia chiaro. L’intento è quello di tenere queste persone in servizio dalle ore 8 alle 16.30, a parte il venerdì. Ettore Valzania, Carlo Vezzelli, Paola D’Onofrio, ecc… si presentano in ufficio a piacere. Senza timbrare e senza rendere conto di nulla. Gli altri devono lavorare sottopagati e tacere. Tutte modifiche che non vengono applicate ai nuovi dipendenti, a nuove assunzioni o a nuovi contratti. No. Si tratta di modifiche che vanno a colpire coloro che, invece, erano assunti con determinate tutele contrattuali. Anche in questo caso, quindi, si modifica in corso d’opera. E quando queste cose vengono fatte notare, si procede a fare mobbing sui dipendenti a tal punto da costringerli a licenziarsi. Lo Stato della Città del Vaticano sta diventando tutto ciò che il Vangelo rifugge.

Questa mattina il Pontefice ha convocato il Cardinale francescano Mauro Gambetti, sembra che l’accusa a Comastri di non essere capace di intendere e di volere e le perquisizioni strumentali negli uffici di Elio Epifani della Società Vox Mundi SpA non siano andati a genio al Papa. Molte persone a Santa Marta sono andate a far presente che questo sistema non può più andare avanti.

Nel frattempo la SPE si è riappropriata della questione buste paga ai dipendenti della Fabbrica. Qui vi avevamo spiegato i rischi che si stavano correndo offrendo dati personali dei dipendenti e informazioni riservate dello Stato, ad una realtà italiana, per fortuna dal 01 gennaio 2023 le cose rientreranno e la Segreteria per l’Economia gestirà questi documenti.

Certo, i pranzi che il Papa faceva con i dipendenti, offrendosi alle fotocamere erano molto belli, ma anche rispettare la vita e i diritti delle persone non sarebbe male. Sopratutto se poi gli si dice anche di sfornare dei figlioli. Poi dove li portano a mangiare, alla mensa di Krajewski?

L.M.

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